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martedì, 27 marzo 2007 |
Il Casale di Roccella fu fondato da Don Gaspare La Grutta Guccio il 18 dicembre 1699 allorché chiese ed ottenne dal Re Carlo II la facoltà di fabbricare nel feudo della Roccella, dandogli lo stesso nome, dietro pagamento di Onze duecento a favore della Regia Corte.
Egli aveva acquistato il 28 marzo 1699 il Feudo ed il Castello della Roccella ricevendoli da una terziaria dell’ordine di San Francesco D’Assisi che ne era stata la proprietaria.
Ottenuta la “Licentia Populandi”, Don Gaspare fece costruire nel 1700, cento case, quattordici botteghe, la chiesa e una fonte che costituirono il nucleo primitivo del nuovo comune, ma oppresso dai debiti per la costruzione delle case e delle terre, fu costretto a vendere il Feudo Roccella.
Messa in vendita la Baronia passò nelle mani dei Marziani che per un secolo furono i nuovi feudatari.
Nel frattempo, nel 1812, il Parlamento Siciliano emanò la Costituzione con cui abolì tutti i privilegi feudali vietando lettere di arresto e condanne arbitrarie da parte dei Signori nei confronti dei vassalli, e dispose più severi controlli contro la pretesa dei Baroni di esercitare la giurisdizione. Quando nel 1813 il Parlamento Siciliano approvò quella parte della Costituzione riguardante le Amministrazioni Comunali e la legge del 1817, tutti i comuni della Sicilia ed il Casale di Roccella potettero per libere elezioni, dotarsi di Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale.
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