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martedì, 27 marzo 2007 |
PASQUALE CIPOLLA
Nato a Caltavuturo nel 1858 fin da giovane mostrò precocità intellettuale e grande passione per gli studi umanistici e giuridici. Poco più che ventenne scrisse una “Storia di Caltavuturo”. Si trasferì ancora giovane a Campofelice che divenne la sua patria d’elezione, partecipando attivamente alla vita politica del Comune, di cui fu anche Sindaco, divenendo infaticabile sostenitore dei diritti dei cittadini e della collettività nella lunga lotta politica e giudiziaria contro gli eredi degli ex-signori feudali di Roccella. Dice:<>.
Quando nel 1904 il Comune di Campofelice presentò giudizio contro il Barone Cammarata per il riconoscimento dell’uso civico di semina con corrisposta al padrone, Cipolla fu l’alfiere di questa lotta scrivendo anche un’opera colossale: “Ragioni del Comune di Campofelice contro il Barone Bernardo Cammarata e Consorti”, un capolavoro di sapienza giuridica e politica, un appassionata rievocazione storica e riscatto dalle servitù feudali che valse la vittoria al Comune.
Rimase sempre pronto a vigilare perché i diritti acquisiti nelle aule dei tribunali trovassero pieno riconoscimento e attuazione nella vita di tutti i giorni e quando questi furono violati, fu pronto ad intervenire. Morì nel 1911.
CESARE CIVELLO
Nato nel 1834 morì nel 1896.
Durante i moti rivoluzionari del 1856 ricevette il compito di sollevare Cefalù. Riuscì a sollevare la popolazione anche quella in Campofelice.
Condannato a morte dal Tribunale di guerra borbonico fu costretto ad andare in esilio. Ritornò in patria per seguire l’eroe dei due mondi nell’impresa di Roma. Più tardi esercitò la funzione di Pretore con zelo e altissimo senso del dovere insofferente degli abusi della polizia.
SALVATORE CIVELLO
Nato nel 1814 morì nel 1880.
Lottò per il riscatto degli usi civici esercitati dai contadini ed ottenne, nel 1854, l’abolizione delle risiere dal territorio del Comune, fù industre ed intelligente agricoltore.
Prese parte ai moti del 1856 e fu incarcerato. Durante i moti del 1860, Presidente del Comitato di insurrezione, diede vita ad una squadra di volontari che fu inviata a Gibilrossa.
DON CICCIO CIRINCIONE
Nato a Palermo nel 1922, morì in Campofelice di Roccella nel 1997.
Ragioniere capo presso il Comune di Campofelice, non trascurò mai i suoi grandi amori: la musica e la poesia.
Scrittore di testi musicali, bravo suonatore di fisarmonica, mandolino e cornetta, fondò l’orchestra “Azzurra”. Ma la sua vera passione fu la poesia nella quale esprimeva la struggente nostalgia dell’emigrato ed il sentimento d’amore per la sua terra.
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